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INTERVISTA VINCITORI CONCORSO “IMMAGINI E PAROLE” II EDIZIONE- CASA EDITRICE PAGINE

Matteo Poddie

PUO’ RACCONTARCI , PER INIZIARE, QUALCOSA DI LEI ?

Ciao! Mi chiamo Matteo Poddie ho 26 anni, vivo a Roma e mi definisco un tossicodipendente di viaggi. Amo tutto ciò che possa rientrare a far parte nell’insieme della parola “Creatività”, da circa 6 anni mi occupo di film-making nel settore della comunicazione visiva, curando e realizzando progetti legati al turismo e ad attività commerciali.


 

PUO’ DESCRIVERCI BREVEMENTE GLI STUDI O, PIU’ IN GENERALE, IL PERCORSO CHE HA INTRAPRESO E/O STA AFFRONTANDO ADESSO IN RELAZIONE ALL’ ARTE DELLA FOTOGRAFIA?

il modo o lo studio migliore che ho potuto intraprendere per vedere le cose da una prospettiva diversa è stato spostarmi. Il vero impatto con la fotografia infatti l’ho avuto circa 3 anni fa durante il mio primo viaggio in Nepal. Da quel momento iniziai a studiare più approfonditamente l’arte della fotografia, dedicandomi principalmente alla ritrattistica.


 

PUO’ RACCONTARCI SE HA GIA’ PUBBLICATO LE SUE FOTOGRAFIE, SE HA PARTECIPATO AD ALTRI CONCORSI E SE HA RICEVUTO RICONOSCIMENTI?

Non ho mai partecipato a concorsi fotografici o pubblicato fotografie, ma per quanto riguarda il riconoscimento se così posso definirlo, dopo aver vissuto in prima persona il catastrofico evento sismico avvenuto in Nepal il 25 aprile del 2015, ho avuto la possibilità di poter ideare e realizzare insieme ad altri fotografi e compagni di viaggio un progetto fotografico a favore del Nepal e della sua popolazione “ NEPAL THE DAY BEFORE ” . L’esposizione fotografica fu patrocinata da Enel energia ed esposta all’interno del padiglione nepalese di EXPO 2015. Tutti i fondi ricavati li abbiamo devoluti in beneficenza attraverso nostri contatti diretti !


 

COSA PROVA NEL MOMENTO CREATIVO CHE CULMINA POI IN UN SUO LAVORO FOTORAFICO?

Si crea un vero e proprio collegamento tra me ed il soggetto in questione. Ci si guarda, si entra in empatia con l’anima, e ci si regala qualcosa a vicenda. lo definisco un vero linguaggio amoroso!


PUO’ RACCONTARCI LA STORIA DELLA FOTOGRAFIA CHE L’ HA PORTATA A VINCERE IL NOSTRO CONCORSO?

Il mio scatto ritrae un bambino conosciuto a Kampong Phulk, un villaggio galleggiante situato a nord della Cambogia. Stanchi, sotto il sole cocente cambogiano ci ritrovammo per puro caso ad avere a che fare con alcuni abitanti del villaggio tra cui alcuni bambini che insistentemente chiedevano del cibo. lui me lo chiese in maniera del tutto differente rispetto agli altri…cantò una canzone.


 

COSA SI ASPETTA DAL SUO FUTURO ARTISTICO?

Amore

Giuseppe Pignotti

PUO’ RACCONTARCI , PER INIZIARE, QUALCOSA DI LEI ?

Mi chiamo Giuseppe Pignotti ho 45 anni e vivo a san Benedetto del Tronto in provincia di Ascoli piceno.


 

PUO’ DESCRIVERCI BREVEMENTE GLI STUDI O, PIU’ IN GENERALE, IL PERCORSO CHE HA INTRAPRESO E/O STA AFFRONTANDO ADESSO IN RELAZIONE ALL’ ARTE DELLA FOTOGRAFIA?

Ho intrapreso diversi studi tecnici tra elettronica ed informatica e la passione fotografia nasce appunto dalla mia immensa voglia di migliorare la vita dell’uomo e dell’ambiente.

PUO’ RACCONTARCI SE HA GIA’ PUBBLICATO LE SUE FOTOGRAFIE, SE HA PARTECIPATO AD ALTRI CONCORSI E SE HA RICEVUTO RICONOSCIMENTI?

Ho pubblicato fotografie e svolgo costantemente mostre fotografiche , ho partecipato ad altri concorsi ricevendo alcuni riconoscimenti artistici.


 

COSA PROVA NEL MOMENTO CREATIVO CHE CULMINA POI IN UN SUO LAVORO FOTORAFICO?

Credo che finire un lavoro fotografico sia un momento di grande soddisfazione ; vedere il proprio lavoro stampato su un giornale o su di un semplice calendario è una grande emozione soprattutto se viene apprezzato e condiviso.


 

PUO’ RACCONTARCI LA STORIA DELLA FOTOGRAFIA CHE L’ HA PORTATA A VINCERE IL NOSTRO CONCORSO?

Ho notato il vostro concorso per caso attraverso un social network e come faccio ultimamente provo a far conoscere le mie immagini sperando che piacciono a qualcuno.


 

COSA SI ASPETTA DAL SUO FUTURO ARTISTICO?

Per il futuro continuo ad alarmi di buon ora per trovarmi immerso nella natura con la voglia di creare immagini che testimoniano la bellezza di questo mondo

Michele Ziri

PUO’ RACCONTARCI , PER INIZIARE, QUALCOSA DI LEI ?

Il primo approccio alla fotografia avviene durante l’ adolescenza,incuriosito dalla realtà e da tutte le sfumature che la colorano. Riconoscendo nella fotografia l’unico mezzo capace di indagarla in ogni scorcio e fermarla nel tempo, ne rimane affascinato dalle sue potenzialità espressive.

PUO’ DESCRIVERCI BREVEMENTE GLI STUDI O, PIU’ IN GENERALE, IL PERCORSO CHE HA INTRAPRESO E/O STA AFFRONTANDO ADESSO IN RELAZIONE ALL’ ARTE DELLA FOTOGRAFIA?

La realtà, con le sue molteplici situazioni, sono state fin dall’inizio al centro dei suoi “obiettivi”,un costante interesse che rappresenta il filo rosso su cui si costruiscono le sue ricerche,dirette verso luoghi e habitat sociali e culturali anche diversi da quello in cui è nato.

E’ stato infatti durante una permanenza in Kenya, nel 2004, che fotografare situazioni di povertà estrema, si è rivelato quasi un dovere, una necessità alla quale sembrava impossibile sottrarsi: lo scatto diventava in quell’ occasione veicolo di emozioni,pensieri,riflessioni.

PUO’ RACCONTARCI SE HA GIA’ PUBBLICATO LE SUE FOTOGRAFIE, SE HA PARTECIPATO AD ALTRI CONCORSI E SE HA RICEVUTO RICONOSCIMENTI?

Nel 2006 frequenta l’ Istituto Italiano di Fotografia a Milano, insegnandovi anche come assistente.

Rientrato a Barletta, nel 2008 partecipa al concorso”Premio Fotografico Tau Visual”, ottenendo un riconoscimento fra i migliori artisti emergenti nelle categorie “viaggi ed etnica” e “ricerca creativa”.

COSA PROVA NEL MOMENTO CREATIVO CHE CULMINA POI IN UN SUO LAVORO FOTORAFICO?

Su quest’ultima tematica si basail progetto che conduce da qualche anno,ispirandosi a iconografie pittoriche e realizzando immagini dai toni surrealisti.

PUO’ RACCONTARCI LA STORIA DELLA FOTOGRAFIA CHE L’ HA PORTATA A VINCERE IL NOSTRO CONCORSO?

Nel 2011 partecipa al R- Evolution Festival Italiano della Fotografia, classificandosi al terzo posto nella sezioni “reportage” e “ricerca”. Durante lo stesso evento vince inoltre la menzione d’ onore, presentando la mostra dal titolo La Camera Oscura dei miei Pensieri, con la quale indaga e interpreta fenomeni sociali, ambientati e “rielaborati” nella sala posa. Nel 2012 la mostra sarà allestita anche in Cina, in occasione del Foto Festival tenutosi a Lishui.

Nel 2014 viene selezionato fra i sedici artisti che hanno partecipato alla mostra itinerante Bordertown, promossa dal Fiof e incentrata sul femminicidio.

COSA SI ASPETTA DAL SUO FUTURO ARTISTICO?

La ricerca di me stesso e di qualsiasi cosa mi circonda, mi porta a fotografare e ad impressionare qualcosa,qualcuno o “l’evanescente” sapendo che con il tempo cambierà in me e in ciò che ritraggo.

La foto che mi ha fatto guadagnare il terzo posto, parte dal tetto di case poste sul mercato settimanale della mia città natale, Barletta.

Il punto di vista dall’ alto era l’ideale, poi la bambina accortasi di me ed indicandomi ha fatto il resto.

Il mio futuro artistico vorrei fosse fatto di buona fotografia.

Grazie .